RICORDI
Il numero di casa che sapevamo a memoria: chi rispondeva sempre per primo?
Rubriche di carta, numeri imparati senza cercarli e telefonate attese vicino all’apparecchio: un ricordo da raccontare.
C’è stato un tempo in cui il numero di casa si sapeva senza aprire una rubrica. Lo si ripeteva agli amici, alla scuola o al negozio. In alcune famiglie qualcuno rispondeva prima ancora che arrivasse il terzo squillo; in altre si aspettava che chiamasse la persona a cui era destinata la telefonata.
L’apparecchio aveva un posto preciso: su un mobile all’ingresso, in cucina o vicino a un piccolo quaderno con i numeri. Spesso il filo obbligava a restare nello stesso punto. Questa limitazione dava anche una forma diversa alle conversazioni, che a volte ascoltavano tutti.
Una vecchia rubrica può ricordare nomi di parenti, vicini e botteghe che hanno cambiato indirizzo. Se la sfogli, puoi annotare i ricordi su un foglio a parte: chi era quella persona, che voce aveva, in quale occasione si chiamava? Non serve pubblicare i numeri, ormai forse assegnati ad altri.
Se racconti questo periodo a chi è cresciuto con lo smartphone, puoi chiedere quale numero ricordava a memoria da bambino e come si organizzava un appuntamento senza messaggi. Le risposte cambiano da casa a casa, ed è proprio questo che rende interessante il racconto.
La foto mostra un telefono d’epoca di archivio e non un oggetto della famiglia del lettore. Qualcuno ricorda ancora il numero del primo telefono di casa, senza guardare nulla?

